464 - 5 - Ricordo di un amico sostenitore - Esperienze di Traduzione (E. T.)

Versione originale in latino


Obversatur oculis ille vir quo neminem aetas nostra graviorem sanctiorem subtiliorem tulit, quem ego cum ex admiratione diligere coepissem, quod evenire contra solet, magis admiratus sum postquam penitus inspexi. Inspexi enim penitus: nihil a me ille secretum, non ioculare non serium, non triste non laetum. Adulescentulus eram, et iam mihi ab illo honor atque etiam - audebo dicere - reverentia ut aequali habebatur. Ille meus in petendis honoribus suffragator et testis, ille in incohandis deductor et comes, ille in gerendis consiliator et rector, ille denique in omnibus officiis nostris, quamquam et imbecillus et senior, quasi iuvenis et validus conspiciebatur. Quantum ille famae meae domi in publico, quantum etiam apud principem astruxit!

Traduzione all'italiano


Si presenta ai (nostri) occhi quel famoso uomo, rispetto al quale la nostra epoca non portò nessuno più autorevole, più virtuoso, più acuto. Io avendo iniziato dall’ammirazione ad amarlo, cosa che è solita avvenire al contrario, lo ammirai di più dopo che lo osservai attentamente. Infatti l’ho osservato attentamente: quello nulla (ha tenuto) segreto a me, non (il lato) scherzoso, non serio, non triste, non gioioso. Ero giovane, e già per me era nutrito da quello rispetto e anche (oserò dire) timore in egual misura. Quello si vedeva mio sostenitore e testimone quando aspiravo alle cariche, accompagnatore e compagno all’inizio, consigliere e guida durante l’azione (politica), infine come giovane e vigoroso in tutti i nostri doveri, sebbene (fosse) debole e piuttosto vecchio. Quanto della mia fama quello costruì, a casa, in pubblico, quanto anche presso il principe!