98 - 5 - Preparativi di guerra di Mitridate - Esperienze di Traduzione (E. T.)

Versione originale in latino


Mithridates autem omne reliquum tempus non ad oblivionem veteris belli, sed ad comparationem novi contulit: qui [postea] cum maximas aedificasset ornassetque classis exercitusque permagnos quibuscumque ex gentibus potuisset comparasset, et se Bosporanis finitimis suis bellum inferre similaret, usque in Hispaniam legatos ac litteras misit ad eos duces quibuscum tum bellum gerebamus, ut, cum duobus in locis disiunctissimis maximeque diversis uno consilio a binis hostium copiis bellum terra marique gereretur, vos ancipiti contentione districti de imperio dimicaretis.
Sed tamen alterius partis periculum, Sertorianae atque Hispaniensis, quae multo plus firmamenti ac roboris habebat, Cn. Pompei divino consilio ac singulari virtute depulsum est; in altera parte ita res a L. Lucullo summo viro est administrata, ut initia illa rerum gestarum magna atque praeclara non felicitati eius, sed virtuti, haec autem extrema, quae nuper acciderunt, non culpae, sed fortunae tribuenda esse videantur.

Traduzione all'italiano


Invece, Mitridate per tutto il tempo restante si dedicò non alla dimenticanza della vecchia guerra, ma alla preparazione di una nuova: ed egli, dopo che ebbe edificato grandissime ed equipaggiate flotte e allestito il grandissimo esercito, con chiunque avesse potuto tra le popolazioni, e fingendo di portare guerra agli abitanti del Bosforo, suoi vicini, mandò ambasciatori e lettere fino in Spagna presso quei comandanti contro i quali allora conducevamo una guerra, affinché voi combatteste per la supremazia impegnati in una doppia lotta, essendo condotta guerra per mare e per terra in due luoghi lontanissimi e molto diversi dalle truppe di due nemici con un solo proposito. Ma tuttavia il pericolo dell’altra parte, (quella) dei Sertoriani e degli Spagnoli, che aveva molti appoggi e forze in più, fu respinto dalla decisione divina e notevole virtù di Pompeo; dall’altra parte la faccenda fu amministrata da L. Lucullo, uomo eccellente, in tal modo che sembra che quei primi grandi e famosissimi avvenimenti delle gesta debbano essere attribuite non al suo successo ma alla sua virtù, invece, quegli ultimi casi che accaddero recentemente (devono essere attribuiti) non alla negligenza ma al caso.