469 - 5 - Lettera di Plinio a Traiano e risposta dell'imperatore - Esperienze di Traduzione (E. T.)

Versione originale in latino


C.Plinius Traiano Imperatori.
Ante adventum meum, domine, Nicomedenses priori foro novum adicere coeperunt, cuius in angulo est aedes vetustissima Matris Magnae aut reficienda aut transferenda, ob hoc praecipue quod est multo depressior opere eo quod cum maxime surgit. Ego cum quaererem, num esset aliqua lex dicta templo, cognovi alium hic, alium apud nos esse morem dedicationis. Dispice ergo, domine, an putes aedem, cui nulla lex dicta est, salva religione posse transferri; alioqui commodissimum est, si religio non impedit.
Potes, mi Secunde carissime, sine sollicitudine religionis, si loci positio videtur hoc desiderare, aedem Matris Deum transferre in eam quae est accommodatior; nec te moveat, quod lex dedicationis nulla reperitur, cum solum peregrinae civitatis capax non sit dedicationis, quae fit nostro iure.

Traduzione all'italiano


Plinio all’imperatore Traiano.
Prima del mio arrivo, signore, gli abitanti di Nicomedia iniziarono a porre sopra al foro antecedente uno nuovo, in un angolo del quale c’è un tempio antichissimo della Grande Madre o da ristrutturare o da trasferire, soprattutto per questo, che è molto più in basso rispetto a quell'edificio che ora si eleva moltissimo. Dunque, domandandomi se ci fosse una qualche legge in vigore per il tempio, ho saputo che una consacrazione era usanza qui, un’altra presso di noi. Considera dunque se, o signore, pensi che un tempio, che non ha alcuna legge in vigore, possa essere trasferito fatti salvi i principi della religione; se no, va benissimo, se la religione non si oppone.

Traiano a Plinio.
Puoi, mio carissimo Secondo, senza preoccupazione per il culto, se la posizione del luogo sembra richiedere questo, spostare il tempio della Grande Madre nel posto che è più idoneo; non ti preoccupare del fatto che non si trova alcuna legge della sacralizzazione, ché il suolo di una città straniera non è dotato di facoltà decisionale (per quanto riguarda) la sacralizzazione, che non è fatta secondo il nostro diritto.