297 - 5 - Legazione di Numidi a Metello - Esperienze di Traduzione (E. T.)

Versione originale in latino


Interea Iugurtha, ubi quae Metellus agebat ex nuntiis accepit, simul de innocentia eius certior Roma[e] factus, diffidere suis rebus ac tum demum veram deditionem facere conatus est. Igitur legatos ad consulem cum suppliciis mittit, qui tantummodo ipsi liberisque vitam peterent, alia omnia dederent populo Romano. Sed Metello iam antea experimentis cognitum erat genus Numidarum infidum, ingenio mobili, novarum rerum avidum esse. Itaque legatos alium ab alio diversos aggreditur ac paulatim temptando, postquam opportunos sibi cognovit, multa pollicendo persuadet, uti Iugurtham maxime vivum, sin id parum procedat, necatum sibi traderent. Ceterum palam quae ex voluntate forent regi nuntiari iubet.

Traduzione all'italiano


Nel frattempo Giugurta, non appena sentì dai messaggeri ciò che Metello faceva, informato contemporaneamente da Roma della sua integrità, iniziò a diffidare dell’esito della guerra e solo allora tentò di trattare una reale resa. Dunque, mandò dal console degli ambasciatori con richieste, affinché chiedessero per sé e per i figli solamente la vita, e consegnassero (rimettessero) tutte le altre cose al popolo romano. Ma a Metello era già prima risaputo da esperienze che il popolo dei Numidi era infido, di natura mutevole, avido di nuove cose. E così avvicina gli ambasciatori separatamente l'uno dall'altro e sondando(li) a poco a poco, dopo che riconobbe (quelli) utili a lui, promettendo molte cose (li) convinse a consegnare Giugurta soprattutto vivo, se poi ciò avesse avuto scarso successo, (consegnarlo) dopo aver(lo) ucciso. Ordina di annunciare apertamente al re risposte che fossero di sua volontà.