62 - 4 - Timoleonte, un vecchio straordinario - Esperienze di Traduzione (E. T.)

Versione originale in latino


Hic cum aetate iam provectus esset sine ullo modo morbo lumina oculorum amisit. Quam calamitatem ita moderate tulit ut neque eum querentem quisquam audierit neque eo minus privatis publicisque rebus interfuerit. Veniebat autem in theatrum cum ibi concilium populi haberetur propter valetudinem vectus iumentis iunctis atque ita de vehiculo quae videbantur dicebat. Neque hoc illi quisquam tribuebat superbiae. Nihil enim umquam neque insolens neque gloriosum ex ore eius exiit. Qui quidem cum suas laudes audiret praedicari numquam aliud dixit quam se in ea re maxime diis agere gratias atque habere quod cum Siciliam recreare constituissent tum se potissimum ducem esse voluissent. Nihil enim rerum humanarum sine deorum numine geri putabat. Itaque suae domi sacellum Automatias constituerat idque sanctissime colebat. Ad hanc hominis excellentem bonitatem mirabiles accesserant casus. Nam proelia maxima natali suo die fecit omnia: quo factum est ut eius diem natalem festum haberet universa Sicilia.

Traduzione all'italiano


Questo, in età avanzata, perse la vista (degli occhi), senza alcuna malattia. Sopportò una tale disgrazia così moderatamente, che nessuno lo sentì mai lamentarsi, né partecipò meno agli affari privati e pubblici. Veniva, invece, a teatro, poiché lì si teneva la riunione del popolo, trasportato, a causa della cattiva salute, su un cocchio a due cavalli, e così dal carro esponeva le cose che gli sembravano opportune. E questo nessuno glielo imputava come un atto di superbia: infatti, mai nulla di arrogante o vanaglorioso uscì dalla sua bocca. Questi, inoltre, udendo tessere le sue lodi, non disse mai nient’altro che lui in quella situazione ringraziava fortemente gli dei, poiché, se avevano stabilito di ridar forza alla Sicilia, allora avevano voluto che lui fosse il principale comandante. Infatti, riteneva che nessuna delle faccende umane si compisse senza un intervento divino. Così aveva costruito un tempietto di Automatia nella sua casa e lo onorava in modo molto pio. A questa eccellente buona qualità dell’uomo si aggiunsero mirabili fatti. Compì, infatti, tutte le battaglie più grandi nel giorno della sua nascita: accadde in questo modo che tutta la Sicilia considerasse il suo giorno natale come festivo.