288 - 3 - L'ingresso di Trimalcione alla cena - Esperienze di Traduzione (E. T.)

Versione originale in latino


Allata est tamen gustatio valde lauta; nam iam omnes discubuerant praeter ipsum Trimachionem, cui locus novo more primus servabatur. Ceterum in promulsidari asellus erat Corinthius cum bisaccio positus, qui habebat olivas in altera parte albas, in altera nigras. Tegebant asellum duae lances, in quarum marginibus nomen Trimalchionis inscriptum erat et argenti pondus. Ponticuli etiam ferruminati sustinebant glires melle ac papavere sparsos. Fuerunt et tomacula supra craticulam argenteam ferventia posita et infra craticulam Syriaca pruna cum granis Punici mali. In his eramus lautitiis, cum ipse Trimalchio ad symphoniam allatus est positusque inter cervicalia munitissima expressit imprudentibus risum. (32,2) Pallio enim coccineo adrasum excluserat caput circaque oneratas veste cervices laticlaviam immiserat mappam fimbriis hinc atque illinc pendentibus. (32,3) Habebat etiam in minimo digito sinistrae manus anulum grandem subauratum, extremo vero articulo digiti sequentis minorem, ut mihi videbatur, totum aureum, sed plane ferreis veluti stellis ferruminatum. (32,4) Et ne has tantum ostenderet divitias, dextrum nudavit lacertum armilla aurea cultum et eboreo circulo lamina splendente conexo.

Traduzione all'italiano


Tuttavia, furono portate come antipasto cose davvero raffinate; infatti, tutti ormai si erano messi a tavola tranne lo stesso Trimalcione, a cui secondo un nuovo uso veniva tenuto il primo posto. Del resto, sul vassoio dell’antipasto c’era un pesce di Corinto posto con una bisaccia, che aveva delle olive da una parte bianche, dall’altra nere. Coprivano il pesce due lance, sui cui margini era stato inscritto il nome di Trimalcione e (c’era) una libbra di argento. Anche dei ponticelli saldati reggevano dei ghiri disseminati con miele e papavero. C’erano anche una salsiccia bollente posta sopra una graticola d’argento e sotto alla graticola dei carboni siriaci con grani di una mela cartaginese. Eravamo tra questi lussi, quando Trimalcione in persona fu portato con un accompagnamento d’orchestra, e posto tra guanciali piccolissimi fece ridere chi non se lo aspettava. Infatti, con un mantello scarlatto aveva isolato la testa mozzandola, e intorno alle spalle coperte con una veste aveva introdotto un tovagliolo guarnito con una striscia di porpora con le estremità che penzolavano di qua e di là. Aveva anche sul mignolo della mano sinistra un anello grande dorato, in realtà meno importante dell’ultima giuntura dell’anulare, tutta d’oro, come mi sembrava, ma (in realtà) completamente di ferro a guisa di stelle saldate. E per non ostentare queste ricchezze tanto grandi, denudò la parte superiore del braccio destro adornato con un braccialetto d’oro e una piastra circolare d’avorio intrecciata che splendeva.