337 - 3 - Esaltazione della vecchiaia - Esperienze di Traduzione (E. T.)

Versione originale in latino


Quarta restat causa, quae maxime angere atque sollicitam habere nostram aetatem videtur, adpropinquatio mortis, quae certe a senectute non potest esse longe O miserum senem qui mortem contemnendam esse in tam longa aetate non viderit! quae aut plane neglegenda est, si omnino exstinguit animum, aut etiam optanda, si aliquo eum deducit, ubi sit futurus aeternus; atqui tertium certe nihil inveniri potest. Quid igitur timeam, si aut non miser post mortem aut beatus etiam futurus sum? Quamquam quis est tam stultus, quamvis sit adulescens, cui sit exploratum se ad vesperum esse victurum? Quin etiam aetas illa multo pluris quam nostra casus mortis habet; facilius in morbos incidunt adulescentes, gravius aegrotant tristius curantur. Itaque pauci veniunt ad senectutem quod ni ita accideret, melius et prudentius viveretur Mens enim et ratio et consilium in senibus est; qui si nulli fuissent, nullae omnino civitates fuissent.

Traduzione all'italiano


La quarta causa, che massimamente sembra angosciare e tenere in affanno la nostra età, resta l’avvicinarsi della morte, che certamente non può essere lontana dalla vecchiaia. O infelice il vecchio, che non ha visto che la morte deve essere disprezzata in così lunga vita! E questa o deve essere totalmente disprezzata, se prosciuga completamente l’animo, o anche deve essere desiderata, se lo conduce in qualche luogo, dove è destinato a essere eterno: pertanto senza dubbio non può essere trovata una terza possibilità. Che cosa dovrei dunque temere, se sono destinato a un aldilà o non infelice o beato? Tuttavia chi è tanto stupido, per quanto sia giovane, da essere sicuro che vivrà fino a sera? Ché anzi, proprio quell’età ha molte più probabilità di morte della nostra; i giovani cadono ammalati più facilmente, sono ammalati più gravemente, sono curati con difficoltà. Perciò pochi giungono alla vecchiaia; poiché se così non accade, se vive meglio e più prudentemente. Infatti nei vecchi ci sono sia l’intelligenza, sia la ragione sia il senno; che se non ci fosse nulla, in generale non ci sarebbero le città.