78 - 2 - Pirro e i romani - Esperienze di Traduzione (E. T.)

Versione originale in latino


Nec vero tantum armis et in campo, sed consiliis quoque et intra urbem cum rege Pyrrho dimicatum est. Quippe post primam victoriam intellecta vir callidus virtute Romana statim desperavit armis seque ad dolos vertit.
Nam interemptos cremavit, captivosque indulgenter habuit et sine pretio restituit, missisque legatis in urbem omni modo adnixus est se facto foedere in amicitiam recipi.
Sed et bello et pace et foris et domi omnem in partem Romana virtus tum se adprobavit, et Tarentina victoria ostendit populi Romani fortitudinem, senatus sapientiam, ducum magnanimitatem.
Omnium virorum vulnera in pectore, multi hostibus suis morte sua commortui, omnium in manibus enses, et relictae in vultibus minae, et in ipsa morte ira vivebat.
Quod adeo Pyrrhus miratus est ut diceret: "O quam facile erat orbis imperium occupare, aut mihi Romanis militibus, aut me rege Romanis".

Traduzione all'italiano


In verità, si combatté con il re Pirro non tanto con le armi e sul campo, ma anche con decisioni e in patria. Subito dopo la prima vittoria l'uomo astuto disperò delle armi, compresa la virtù romana, e si diede all'inganno. Infatti, bruciò i cadaveri, ebbe indulgenza dei prigionieri e li restituì senza riscatto, e mandati degli ambasciatori in città si sforzò in ogni modo affinché, stretto un accordo, fosse ricevuto in amicizia. Ma sia in guerra sia in pace, sia fuori sia in patria in ogni parte gli piacque la forza romana, e nessun'altra vittoria grande come quella di Taranto mostrò la forza del popolo romano, la saggezza del Senato, la magnanimità dei comandanti. Le ferite di tutti (erano) nel petto, molti (erano) morti con i loro nemici, la spada (era) nelle mani di tutti, e le minacce (erano) rimaste sui volti e l'ira viveva nella morte stessa. Pirro si meravigliò a tal punto di ciò che disse: "Oh quanto sarebbe stato facile occupare il governo del mondo, o per me con i soldati romani, o per i Romani con me re".