61 - 2 - Inizio della congiura di Catilina - Esperienze di Traduzione (E. T.)

Versione originale in latino


Catilinam luxuria primum, tum hinc conflata egestas rei familiaris, simul occasio, quod in extremis finibus mundi arma Romana peregrinabantur, in nefaria consilia opprimendae patriae suae compulere. Senatum confodere, consules trucidare, distringere incendiis urbem, diripere aerarium, totam denique rem publicam funditus tollere et quidquid nec Hannibal videretur optasse, quibus - o nefas - sociis adgressus est! Ipse patricius; sed hoc minus est: Curii, Porcii, Sullae, Cethegi, Autronii, Varguntei atque Longini, quae familiae! quae senatus insignia! Lentulus quoque tum cum maxime praetor. Hoc omnis inmanissimi facinoris satellites habuit. Additus est pignus coniurationis sanguis humanus, quem circumlatum pateris bibere: summum nefas, nisi amplius esset, propter quod biberunt. Actum erat de pulcherrimo imperio, nisi illa coniuratio in Ciceronem et Antonium consules incidisset, quorum alter industria rem patefecit, alter manu oppressit.

Traduzione all'italiano


Dapprima l'amore per il lusso, poi da lì una povertà ammassata col patrimonio familiare, allo stesso tempo la circostanza che le forze romane viaggiavano agli estremi confini del mondo, spinsero Catilina agli empi propositi di sopraffare la sua patria. Cancellare il senato, trucidare i consoli, logorare la città con incendi, saccheggiare l’erario, infine, abolire completamente la Repubblica e qualunque cosa sembrava che Annibale avesse scelto, con quali alleati – oh maledetto!- assalì! Lui stesso (fu) patrizio; ma è questo è il meno: i Curii, i Porci, i Silla, i Cetegi, gli Autroni, i Varguntei e i Longini, quali famiglie! Quali rappresentanti del Senato! Anche Lentulo allorché soprattutto fu pretore. Ebbe tutti questi come complici della sua crudelissima impresa. Fu aggiunto come garanzia della congiura sangue umano, che bevvero passato di mano in mano in coppe: massimo sacrilegio, se non fosse il più grande a causa di ciò che bevvero. Sarebbe finita per il nobilissimo potere, se quella congiura non fosse capitata sotto i consoli Cicerone e Antonio, dei quali uno svelò la faccenda con lo zelo, l’altro la schiacciò con la forza.

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