79 - 1 - Lettera di Cicerone alla moglie dall'esilio - Esperienze di Traduzione (E. T.)

Versione originale in latino


Accepi ab Aristocrito tres epistulas, quas ego lacrimis prope delevi; conficior enim maerore, mea Terentia, nec meae me miseriae magis excruciant quam tuae vestraeque, ego autem hoc miserior sum quam tu, quae es miserrima, quod ipsa calamitas communis est utriusque nostrum, sed culpa mea propria est. Meum fuit officium vel legatione vitare periculum vel diligentia et copiis resistere vel cadere fortiter: hoc miserius, turpius, indignius nobis nihil fuit. Quare cum dolore conficior, tum etiam pudore: pudet enim me uxori meae optimae, suavissimis liberis virtutem et diligentiam non praestitisse; nam mihi ante oculos dies noctesque versatur squalor vester et maeror et infirmitas valetudinis tuae, spes autem salutis pertenuis ostenditur. Inimici sunt multi, invidi paene omnes: eiicere nos magnum fuit, excludere facile est; sed tamen, quamdiu vos eritis in spe, non deficiam, ne omnia mea culpa cecidisse videantur.

Traduzione all'italiano


Tullio saluta Terenzia e i suoi Tulliola e Cicerone.
Ho ricevuto tre lettere da Aristocrito, che io ho quasi cancellato con le lacrime; infatti, mi struggo nella tristezza, mia Terenzia, e i miei tormenti non mi torturano più dei tuoi e dei vostri; invece, io sono più sventurato di te, che sei disgraziatissima, perché le stesse disgrazie sono comuni a entrambi, ma la colpa è soltanto mia. Sarebbe stato mio dovere o di evitare il pericolo accettando un’ambasciata, o di resistere con coscienza o con delle truppe, o di cadere coraggiosamente. Non ci fu nulla per noi di più sventurato, vergognoso, indegno di questo. Per la qual cosa mi struggo con dolore, poi anche nella vergogna: mi vergogno, infatti, di non aver mostrato valore e zelo alla mia ottima moglie, agli amabilissimi figli; infatti, giorno e notte mi passano davanti agli occhi la vostra desolazione e la tristezza e la cagionevolezza della tua salute; tuttavia, si mostra una lievissima speranza di salvezza. Molti sono i nemici, quasi tutti ostili: esiliarci fu importante, escluderci è facile. Ma, tuttavia, finché voi nutrirete speranza, non mi perderò d’animo, affinché non sembri che tutte le cose siano accadute per colpa mia.