96 - 1 - La battaglia di Zama - Esperienze di Traduzione (E. T.)

Versione originale in latino


Iam certum erat Hannibalem etiam ipsius confessione posse vinci: sed tot rerum prosperarum fiducia plenus populus Romanus magni aestimabat asperrimum hostem in sua Africa debellare. Duce igitur Scipione in ipsam Africam tota mole conversus imitari coepit Hannibalem et Italiae suae clades in Africa vindicare. Quas ille, dii boni, Hasdrubalis copias fudit, quos Syphacis Numidici regis equitatus! [...] Non fuit maior sub imperio Romano dies quam ille, cum duo omnium et ante et postea ducum maxime duces, ille Italiae, hic Hispaniae victor, conlatis comminus signis direxere aciem. Sed et conloquium fuit inter ipsos de legibus pacis: steterunt diu mutua admiratione defixi. Ubi de pace non convenit, signa cecinere. Constat utriusque confessione nec melius instrui aciem nec acrius potuisse pugnari, hoc Scipio de Hannibalis, Hannibal de Scipionis exercitu praedicaverunt. Sed tamen Hannibal cessit, praemiumque victoriae Africa fuit et secutus Africam statim terrarum orbis.

Traduzione all'italiano


Ormai era certo che Annibale, anche per sua stessa ammissione, potesse essere vinto: ma il popolo romano, pieno di fiducia verso circostanze tanto favorevoli, stimava molto sconfiggere il durissimo nemico nella sua Africa. Dunque, sotto la guida di Scipione, volto nella stessa Africa con l'intera moltitudine (di soldati) iniziò ad imitare Annibale e a vendicare i danni della sua Italia in Africa. Quali truppe di Asdrubale, con la benevolenza degli dei, mise in fuga, quali cavallerie del re dei Numidi Siface! Non ci fu un giorno più grande sotto l’impero romano di quello, quando i due grandissimi comandanti tra tutti i comandanti di prima e di dopo, vincitore quello dell’Italia, questo della Spagna, riunite vicino le insegne, schierarono l’esercito. Ma ci fu tra loro anche un colloquio riguardo alle condizioni di pace: rimasero fermi a lungo a fissarsi con reciproca ammirazione. Allorché non si accordarono sulla pace, suonarono il segnale. È evidente per ammissione di entrambi "che non si sarebbe potuto ordinare meglio l'esercito né si sarebbe potuto combattere più ferocemente"; questo dichiararono, Scipione dell’esercito di Annibale, Annibale dell’esercito di Scipione. Ma, tuttavia, Annibale cedette, e l’Africa fu il premio della vittoria e subito il mondo seguì l’Africa (seguì la sorte dell'Africa).