60 - 1- Costumi dei Seubi - Esperienze di Traduzione (E. T.)

Versione originale in latino


Ea quae secuta est hieme, qui fuit annus Cn. Pompeio M. Crasso consulibus, Usipetes Germani, item Tenctheri magna cum multitudine hominum flumen Rhenum transierunt non longe a mari quo Rhenus influit. Causa transeundi fuit, quod ab Suebis complures annos exagitati bello premebantur et agri cultura prohibebantur. Sueborum gens est longe maxima et bellicosissima Germanorum omnium. Hi centum pagos habere dicuntur, ex quibus quotannis singula milia armatorum bellandi causa suis ex finibus educunt. Reliqui, qui domi manserunt, se atque illos alunt. Hi rursus invicem anno post in armis sunt, illi domi remanent. Sic neque agri cultura nec ratio atque usus belli intermittitur. Sed privati ac separati agri apud eos nihil est, neque longius anno remanere uno in loco colendi causa licet. Neque multum frumento, sed maximam partem lacte atque pecore vivunt multumque sunt in venationibus.

Traduzione all'italiano


E l’inverno successivo, che fu l’anno in cui furono consoli Gneo Pompeo e Marco Crasso, gli Usipeti, i Germani e così pure i Tenteri con una grande moltitudine di uomini attraversarono il fiume Reno non lontano dal mare dove sfocia il Reno. La causa dell’attraversamento fu che da parecchi anni scossi dalla guerra erano schiacciati dai Suebi ed era loro impedita la coltivazione dei campi. La popolazione dei Suebi era di gran lunga la più numerosa e la più bellicosa tra tutti i Germani. Si dice che essi abbiano cento villaggi, dai quali traggono ogni anno un migliaio di armati per combattere fuori dai loro confini. I restanti che rimanevano in patria, mantenevano se stessi e quelli. Questi, poi, l’anno seguente, prendono a loro volta le armi, e quelli rimangono a casa. Così non si interrompe né la coltivazione dei campi né la teoria e la pratica della guerra. Ma non c’è nessuna proprietà fondiaria presso di loro (lett. “nessun campo privato e separato”) e non è lecito rimanere più a lungo di un anno in un luogo per coltivarlo. E non vivono molto di frumento, ma soprattutto di latte e carne ovina e si danno molto alla caccia.