91 - 16 - I Galli occupano Roma (Trad. 2) - Cotidie Legere 3a edizione

Versione originale in latino


Galli Senones Alpes superaverunt et feraces Italiae regiones ferro ignique vastaverunt; mox apud Alliam flumem Romanorum agmina fuderunt atque in fugam verterunt. Romani sinistri cornus Veios perterriti confugerunt; pauci dexteri cornus cladis nuntii Romam pervenerunt. Solis occasu Galli ad Urbem contenderunt et castra inter Romanorum et Anienem flumen posuerunt. Ad nuntium tantae cladis ingens trepidatio Romanorum animos invasit. Cives imminentem hostium impetum timebant; e Gallorum castris ululatus et feros cantus audiebant, mentesque terrificos aspectus effigebant. Romani exercitum iam non habebant: ideo ne urbem quidem defenderunt.Senatus iussu et magistratuum hortatu homines idonei ad arma in Capitolii arcem confungerunt,mulieres et senes in propinquis urbibus salutem invenerunt.Mulieres domos inter fletus relinquebant,viae ac semitae miserabilibus ploratibus et questibus personabant.Postridie,prima luce,Galli urbem occupaverunt domosque incenderunt atque diruerunt.

Traduzione all'italiano


I Galli Senoni valicarono le Alpi e misero a ferro e fuoco le fertili regioni d'Italia; ben presto sconfissero le truppe dei Romani presso il fiume Allia e misero in fuga il nemico. I Romani dell'ala sinistra si rifugiarono atterriti a Velio, pochi dell'ala destra giunsero a Roma, portatori della notizia della stage. Al tramonto del sole i Galli si diressero a Roma e posero l’accampamenti tra i Romani ed il fiume Aniene. Una profonda trepidazione invase gli animi dei romani all'annunzio di una così grande sconfitta. I cittadini temevano l'imminente assalto dei nemici; ascoltavano i canti feroci e le urla dei Galli dall'accampamento, e si raffiguravano aspetti ed indoli terrificanti. I Romani non avevano più un esercito; perciò non difesero nemmeno la città. Per ordine del senato e per esortazione dei magistrati gli uomini atti alle armi si rifugiarono sulla rocca del Campidoglio, le donne ed i vecchi trovarono scampo nelle città vicine. Le donne lasciavano le case tra le lacrime, le vie ed i marciapiedi risuonavano di pianti disperati e di lamenti. Il giorno dopo, all'alba, i Galli occuparono la città e incendiarono e distrussero le case.

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