481 - 22 - Cornelio Silla - Corso di Latino. Lingua e Civiltà

Versione originale in latino


Cornelius Sulla propter fortunam felix dictus est. Dum parvulus a nutrice geritur mulier obvia: "Salve", inquit, "puer, tibi et rei publicae tuae felix". Postquam hoc dixit, evanuit; et statim quaesita, inventa non est. Sulla, quaestor Marii, Iugurtham a Boccho in deditionem accepit; postea, praetor, provinciam Ciliciam habuit, bello sociali Samnites Hirpinosque superavit. Consul, Asiam sortitus, Mithridatem apud Orchomenum et Chaeroneam proelio fudit; Archelaum, prefectum eius, Athenis vicit, portum Piraeum recepit, Maedos et Dardanos in itinere superavit. Mox, cum rogatione Sulpicia imperium eius transferretur ad Marium, Sulla in Italiam regressus exercitus eius vicit. Mario Praeneste interfecto, Sulla felicem se edicto appellavit. Posquam rem publicam ordinavit, dictaturam deposuit; deinde cum Puteolos concessisset, morbo ibi interiit.

Traduzione all'italiano


Cornelio Silla, a causa della sorte fu detto felice. Mentre il fanciullino era portato dalla nutrice, la donna andandogli incontro: "Salve", disse "bambino felice a te e al tuo stato". Dopo che disse ciò scomparì; e subito cercata non fu trovata. Silla, questore di Mario, prese in consegna Giugurta da Bocco; poi da pretore ottenne la provincia della Cilicia, vinse Sanniti e Irpini in guerra contro gli alleati nella guerra sociale. Da console, assegnata l'Asia, sbaragliò in battaglia Mitridate presso Orcomeno e Cheronea; vinse ad Atene Archelao suo prefetto, ottenne il porto del Pireo, sconfisse i Medi e i Dardani in viaggio. Subito, poiché su richiesta di Sulpicio il suo comando era trasferito a Mario, Silla, tornato in Italia, vinse i suoi eserciti. Ucciso Mario a Palestrina, Silla chiamò sè felice per l'editto. Poi regolò la Repubblica, depose la dittatura; dopo essersi ritirato a Pozzuoli, lì morì per una malattia.

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