335 - 4.1 - Un ricco ignorante e il filosofo Aristippo - Comprendere e Tradurre

Versione originale in latino


Ad Aristippum fhilosophum venit homo rogaturus ut filius erudiretur. Philosophus, quia in magna egestate erat, molestum atque incommodum munus non recusavit sed pro mercede quingentas drachmas postulavit. Pretium vero exterruit patrem, qui, cum avarus indoctusque homo esset, putavit mercedem petitam nimiam esse. Itaque, indignationem aegre dissimulans, exclamavit: “Si ita est, filium minus doctum sed certe locupletiorem apud me tenebo; nam minore impensa mancipium emere possum”. Homini statim Aristippus respondit: “At tu recte facis: atque ita habebis duo!”.

Traduzione all'italiano


Un uomo venne dal filosofo Aristippo per chiedere di erudire il figlio. Il filosofo, poiché era in grande indigenza, non rifiutò l'incarico molesto e scomodo ma chiese cinquecento dracme per compenso. Il prezzo sbigottì davvero il padre, che, essendo un uomo avaro e ignorante, ritenne che il compenso richiesto era eccessivo. Così, nascondendo a stento l'indignazione, esclamò: “Se è così, mi terrò il figlio meno dotto ma certo più ricco; infatti posso comprare un servo con una minore spesa”. Subito Aristippo rispose all'uomo: “Ma tu fai bene: compra uno schiavo, e così (ne) avrai due!”.