85 - 3 - Enea fonda Lavinio - Comprendere e Tradurre

Versione originale in latino


Postquam Graeci propter equi lignei dolum Troiam ceperunt totamque magno incendio deleverunt, Aeneas, Anchisae deaeque Veneris filius, cum patre parvoque filio Ascanio ex oppido fugit. Diu cum suis comitibus pelagus peragrat: nam profugus primum in Macedonia contendit, deinde Cartaginem apud reginam Didonem, inde in Sicilia venit denique a Sicilia in Latio pervenit. Ibi benigne accipitur a Latino, Latii rege, qui viro Troiano filiam suam Laviniam in matrimonium promittit. Sed Turnus, Rutulorum rex, qui sponsus Laviniae erat, bellum contra Troianos movet. Troiani post diutinum bellum aspero proelio, ubi Turnus ab Aenea necatur, adversarios superant et Rutulorum castra delent. Tum Rutuli et Latini bellum componunt, Aeneas in matrimonium Laviniam ducit et oppidum condit, quod Lavinium appellatur. Postea Ascanius, Aeneae filius, Lavinium relinquit et in Latio Albam Longam, novum oppidum, condit.

Traduzione all'italiano


Dopo che i Greci conquistarono Troia con l'inganno del cavallo di legno e la distrussero tutta con un grande incendio, Enea, figlio di Anchise e della dea Venere, con il padre e il piccolo figlio Ascanio fugge dalla città. Attraversa con i suoi compagni a lungo il mare: infatti prima il profugo giunge in Macedonia, poi a Cartagine presso la regina Didone, di qui va in Sicilia, infine giunge dalla Sicilia nel Lazio. Lì è accolto benevolmente da Latino, re del Lazio, che promette sua figlia Lavinia in matrimonio all'eroe troiano. Ma Turno, re dei Rutuli, che era promesso sposo di Lavinia, muove guerra ai Troiani. I Troiani dopo una lunga guerra con un duro combattimento, in cui Turno è ucciso da Enea, vincono gli avversari e distruggono l'accampamento dei Rutuli. Allora Rutuli e Latini concludono la pace, Enea sposa Lavinia e fonda una città, che è chiamata Lavinio. Poi Ascanio, figlio di Enea, lascia Lavinio e fonda nel Lazio Alba Longa, una nuova città.