568 - 1 - Il re Mida - Comprendere e Tradurre

Versione originale in latino


Cum Bacchus in Indiam proficisceretur, Silenus, a quo deus educatus erat, aberravit a via. Midas rex eum hospitio accepit et ei ducem dedit qui eum ad Bacchum reduceret. Deus, ut gratiam referret Midae, potestatem ei dedit ut quidquid vellet a se peteret: Midas, pecuniae avidus, petivit ut, quidquid tetigisset, aurum fieret. Quod cum impetravisset, quidquid tetigeret aurum fiebat. Ubi pomum arbore dempsit, pomum aurum fit. Ubi manus liquidis undis lavit, unda manibus defluens aurum est. Ubi quid edere et bibere coepit, cibus et potus aurei fiunt: omnia auro splendent. Dives miserque Midas effugere cupit divitias quas antea optavit. Copia auri famem non relevat, guttum aridum siti cruciatur. Postremo ad coelum manus tollens: “Peccavi, - inquit – da veniam, Bacche, et specioso dono me libera”. Bacchus iussit eum in flumine Pactolo se abluere. Cum corpus Midae attigisset aquam fluminis, aquae color factus est aureus. Tum Midas dono pernicioso liberatus est.

Traduzione all'italiano


Recandosi Bacco in India, Sileno, dal quale il dio era stato educato, perse la via. Il re Mida lo accolse con ospitalità e gli diede una guida che lo riconducesse da Bacco. Il dio, per ricambiare il favore a Mida, gli diede la facoltà di chiedergli qualunque cosa volesse: Mida, avido di denaro, chiese che, qualunque cosa avesse toccato, diventasse d'oro. Avendo ottenuto ciò, qualunque cosa aveva toccato, diventava d'oro. Appena coglie un frutto da un albero, il frutto diventa d'oro. Appena lava le mani con acqua corrente, l'acqua che defluisce dalle mani è d'oro. Appena comincia a mangiare e a bere qualcosa, il cibo e le bevande diventano d'oro: tutte le cose splendono d'oro. Il ricco e misero Mida desidera fuggire la ricchezza che prima desiderò. L'abbondanza di oro non allevia la fame, la gola secca è tormentata dalla sete. Infine sollevando le mani al cielo: “Ho peccato – disse – da' perdono, Bacco, e liberami dal dono pesante”. Bacco ordinò che si purificasse nel fiume Pattolo. Avendo il corpo di Mida toccato l'acqua del fiume, il colore dell'acqua diventò d'oro. Allora Mida fu liberato dal dono dannoso.