Igino - Fabulae - 63 - Il giudizio di Paride

Versione originale in latino


Iovis cum Thetis Peleo nuberet, ad epulum dicitur omnis deos convocasse excepta Eride, id est Discordia, quae cum postea supervenisset nec admitteretur ad epulum, ab ianua misit in medium malum, dicit, quae esset formosissima, attolleret. Iuno Venus Minerva formam sibi vindicare coeperunt, inter quas magna discordia orta, Iovis imperat Mercurio, ut deducat eas in Ida monte ad Alexandrum Paridem eumque iubeat iudicare. Cui Iuno, si secundum se iudicasset, pollicita est in omnibus terris eum regnaturum, divitem praeter ceteros praestaturum; Minerva, si inde victrix discederet, fortissimum inter mortales futurum et omni artificio scium; Venus autem Helenam Tyndarei filiam formosissimam omnium mulierum se in coniugium dare promisit. Paris donum posterius prioribus anteposuit Veneremque pulcherrimam esse iudicavit; ob id Iuno et Minerva Troianis fuerunt infestae. Alexander Veneris impulsu Helenam a Lacedaemone ab hospite Menelao Troiam abduxit eamque in coniugio habuit cum ancillis duabus Aethra et Thisadie, quas Castor et Pollux captivas ei assignarant, aliquando reginas.

Traduzione all'italiano


Si dice che Giove, quando Teti si sposò con Peleo, ebbe convocato tutti gli dei al banchetto, eccetto Eride, cioè la Discordia, che, dopo che era sopraggiunta e non era stata ammessa al banchetto, dalle porte gettò in mezzo alla stanza una mela, e dice che l'avrebbe presa colei che fosse la più bella. Giunone, Venere e Minerva incominciarono a rivendicare per sé la bellezza e, cresciuta fra loro una grande rivalità, Giove ordina a Mercurio di condurle sul monte Ida da Alessandro Paride e di ordinargli di giudicar(le). E a questo (a Paride) Giunone promise che, se avesse giudicato in suo favore, avrebbe regnato su tutte le terre, e che sarebbe stato il più ricco di tutti; Minerva, se fosse riuscita vincitrice, (promise) che sarebbe stato il più forte tra tutti gli uomini e esperto in tutte le arti; Venere, invece, promise di dare in sposa Elena, la figlia di Tindaro, la più bella di tutte le donne. Paride preferì l'ultimo dono ai precedenti e Venere fu giudicata la più bella; per questo Giunone e Minerva furono ostili ai troiani. Per istigazione di Venere, Alessandro portò Elena da Sparta, (dove era) ospite di Menelao, a Troia, e la sposò con due serve, Etra e Tiside, che Castore e Polluce gli avevano dato come schiave, (e sarebbero diventate) un giorno regine.