Igino - Fabulae - 17 - Icario e Erigone

Versione originale in latino


Cum Liber pater ad homines esset profectus, ut suorum fructuum suavitatem atque iucunditatem ostenderet, ad Icarium et Erigonam in hospitium liberale devenit. Iis utrem plenum vini muneri dedit iussitque, ut in reliquas terras propagarent. Icarius plaustro onerato cum Erigone filia et cane Maera in terram Atticam ad pastores devenit et genus suavitatis ostendit. Pastores cum immoderatius biberent, ebrii facti conciderunt; qui arbitrantes Icarium sibi malum medicamentum dedisse fustibus eum interfecerunt. Icarium autem occisum canis ululans Maera Erigonae monstravit, ubi pater insepultus iaceret; quo cum venisset, super corpus parentis in arbore suspendio se necavit. Ob quod factum Liber pater iratus Atheniensium filias simili poena afflixit. De ea re ab Apolline responsum petierunt, quibus responsum est, quod Icarii et Erigones mortem neglexissent. Quo responso de pastoribus supplicium sumpserunt et Erigonae diem festum oscillationis pestilentiae causa instituerunt et ut per vindemiam de frugibus Icario et Erigonae primum delibarent. Qui deorum voluntate in astrorum numerum sunt relati; Erigone signum Virginis, quam nos Iustitiam appellamus, Icarius Arcturus in sideribus est dictus, canis autem Maera Canicula.

Traduzione all'italiano


Essendo il padre Libero disceso sulla terra per mostrare la soavità e la gaiezza dei suoi frutti, scese in generosa ospitalità da Icario ed Erigone. Ai questi diede in dono un otre pieno di vino e ordinò che fosse diffuso in tutte le altre terre. Icario, riempito il carro, venne dai pastori in terra d’Attica con la figlia Erigone e il cane Maera e mostrò quel tipo di dolcezza. I pastori, avendo bevuto senza moderazione, resi ubriaci caddero; e questi, ritenendo che Icario aveva dato loro una cattiva medicina, lo uccisero con dei bastoni. Poi, morto Icario, Il cane Maera mostrò ululando a Erigone dove il padre giaceva insepolto; e venuta lì, si uccise impiccandosi sull'albero sopra il corpo del genitore. Adirato per questo fatto, il padre Libero afflisse una pena simile alle figlie degli Ateniesi. Chiesero ad Apollo un responso circa questo fatto, e fu loro risposto che avevano trascurato la morte di Icario e Erigone. E risposto questo, affinché l’ira del dio fosse placata, si assumono (di far scontare) la pena ai pastori e istituirono il giorno di festa dell'altalena per la (fine) della pestilenza, e per offrire per primi a Icario e Erigone i frutti durante la vendemmia. E questi furono assunti per volontà degli dei nel numero degli astri; e a Erigone fu dedicato il segno della Vergine, che noi chiamiamo la Giustizia, a Icario Arturo tra le stelle e al cane Maera la Canicola.