Fedro - Appendix Perottina - 15 - Vidua et miles

Versione originale in latino


Quanta sit inconstantia et libido mulierum.
Per aliquot annos quaedam dilectum virum amisit et sarchphago corpus condidit; a quo revelli nullo cum posset modo et in sepulchro lugens vitam degeret, claram assecuta est famam castae coniugis. Interea fanum qui compilarant Iovis, cruci suffixi luerunt poenas numini. Horum reliquias ne quis posset tollere, custodes dantur milites cadaverum, monumentum iuxta, mulier quo se incluserat. Aliquando sitiens unus de custodibus aquam rogavit media nocte ancillulam, quae forte dominae tunc adsistebat suae dormitum eunti; namque lucubraverat et usque in serum vigilias perduxerat. Paulum reclusis foribus miles prospicit, videtque egregiam facie pulchra feminam. Correptus animus ilico succenditur uritque sensus impotentis cupiditas. Sollers acumen mille causas invenit, per quas videre posset viduam saepius. Cotidiana capta consuetudine paulatim facta est advenae submissior, mox artior revinxit animum copula. Hic dum consumit noctes custos diligens, desideratum est corpus ex una cruce. Turbatus miles factum exponit mulieri. At sancta mulier: "Non est quod timeas", ait, virique corpus tradit figendum cruci, ne subeat ille poenas neglegentiae. Sic turpitudo laudis obsedit locum.

Traduzione all'italiano


Quanto sia grande la volubilità e la libidine delle donne.
Una donna perse il marito, amato per diversi anni, e compose il corpo in un sarcofago; non potendo essere allontanata da esso in nessun modo e trascorrendo in lacrime la vita nel sepolcro ottenne la chiara fama di casta moglie.Nel frattempo alcuni, che avevano saccheggiato il tempio di Giove, appesi a una croce, scontarono la pena in difesa della divinità. Affinché nessuno potesse portare via i cadaveri di questi furono posti dei soldati come custodi dei cadaveri vicino al sepolcro in cui la donna si era chiusa.
Una volta uno dei custodi, avendo sete, in piena notte chiese dell’acqua a una servetta che per caso assisteva la sua padrona mentre stava andando a dormire; infatti aveva rinnovato il lume e aveva protratto la veglia fino a tardi. Dalle porte socchiuse il soldato guarda e vede la donna affranta e di bell’aspetto. L’animo catturato subito si accende e il desiderio di quello sfacciato brucia sempre di più. L’ingegno acuto trova mille pretesti per mezzo dei quali possa vedere più spesso la vedova. Presa dalla frequentazione quotidiana poco a poco divenne più compiacente con lo straniero e subito lega il suo animo con un legame più forte. Mentre il custode diligente trascorre le notti qui, un corpo fu sottratto dalla croce. Il soldato sconvolto racconta l’evento alla donna, ma la santa donna dice: “Non c’è da temere”, e consegna il corpo del marito da appendere alla croce, affinché egli non subisca la pena della sua negligenza. Così l’infamia prese il posto della lode.