Fedro - Appendix Perottina - 30 - Castoro

Versione originale in latino


Canes effugere cum iam non possit fiber
(Graeci loquaces quem dixerunt castorem
et indiderunt bestiae nomen dei,
illi qui iactant se verborum copia),
abripere morsu fertur testiculos sibi,
quia propter illos sentiat sese peti.
Divina quod ratione fieri non negem;
venator namque simul invenit remedium,
omittit ipsum persequi et revocat canes.
Hoc si praestare possent homines, ut suo
vellent carere, tuti posthac viverent;
haud quisquam insidias nudo faceret corpori.

Traduzione all'italiano


Quando il castoro ormai non può più sfuggire ai cani
(i greci loquaci, che vantano una dovizia
di parole, lo chiamarono Castoro e attribuirono
alla bestia il nome di un dio) si strappa
i testicoli con un morso, così si racconta,
in quanto avverte il motivo per cui è inseguito.
Non nego che ciò avviene per una ragione divina;
e, infatti, appena il cacciatore trova quel rimedio,
desiste dall’inseguimento e chiama indietro i cani.
Se gli uomini potessero fare ciò, cioè privarsi
del loro sesso, vivrebbero poi al sicuro.
E nessuno tenterebbe insidie a un corpo.