Traduzione di Paragrafo 14, Libro 2 di Eutropio

Versione originale in latino


Interiecto anno contra Pyrrum Fabricius est missus, qui prius inter legatos sollicitari non potuerat, quarta regni parte promissa. Tum, cum vicina castra ipse et rex haberent, medicus Pyrri nocte ad eum venit, promittens veneno se Pyrrum occisurum, si sibi aliquid polliceretur. Quem Fabricius vinctum reduci iussit ad dominum Pyrroque dici quae contra caput eius medicus spopondisset. Tum rex admiratus eum dixisse fertur: "Ille est Fabricius, qui difficilius ab honestate quam sol a cursu suo averti potest." Tum rex ad Siciliam profectus est. Fabricius victis Lucanis et Samnitibus triumphavit. Consules deinde M. Curius Dentatus et Cornelius Lentulus adversum Pyrrum missi sunt. Curius contra eum pugnavit, exercitum eius cecidit, ipsum Tarentum fugavit, castra cepit. Ea die caesa hostium viginti tria milia. Curius in consulatu triumphavit. Primus Romam elephantos quattuor duxit. Pyrrus etiam a Tarento mox recessit et apud Argos, Graeciae civitatem, occisus est.

Traduzione all'italiano


Passato un anno fu inviato contro di Pirro Fabrizio, che in precedenza tra gli ambasciatori non aveva potuto essere corrotto dalla promessa di un quarto del regno. Allora, avendo lui e il re gli accampamenti vicini, il medico di Pirro venne di notte da lui, promettendo di uccidere con il veleno Pirro, se gli avesse promesso qualcosa. Fabrizio ordinò che fosse portato in catene dal suo padrone, e che si dicesse a Pirro in che cosa il medico si era impegnato in cambio della vita di lui. Allora si dice che il re, ammirato, avesse detto: "Fabrizio è quello che può essere allontanato dall'onestà più difficilmente che il sole dal suo corso". Allora il re partì per la Sicilia. Fabrizio vinti i Lucani e i Sanniti celebrò il trionfo. Poi i consoli Marco Curio Dentato e Cornelio Lentulo furono inviati contro Pirro. Curio combatté contro di lui, ne distrusse l'esercito, lo mise in fuga a Taranto, ne conquistò l'accampamento. In quel giorno furono uggisi ventitremila nemici. Curio nel suo consolato celebrò il trionfo. Per primo condusse a Roma quattro elefanti. Anche Pirro subito si ritirò da Taranto e fu ucciso ad Argo, città della Grecia.

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