Traduzione di Paragrafo 3 - 5 - Tre re di Roma, Libro 1 di Eutropio

Versione originale in latino


Postea Numa Pompilius rex creatus est, qui bellum nullum gessit, sed non minus civitati quam Romulus profuit .Nam et leges Romanis moresque constituit, cum consuetudine proeliorum iam latrones ac semibarbari putarentur, et annum, prius sine ulla supputatione confusum, descripsit in decem menses, et infinita Romae sacra ac templa constit. Morbo decessit quardagesimo et tertio imperi anno. Numae successit Tullus Hostilium. Hic bella reparavit, Albanos vicit, Veientes et Fidenates bello superavit, urbem ampliavit, adiecto Caelio monte. Cum triginta et duos annos regnavissent, fulmine ictus cum domo sua arsit. Post Hostilium, Ancus Marcius, Numae ex filia nepos, suscepit imperium.
Contra Latines dimicavit, Aventium montem civitati adiecit et Ianiculum. Apud ostium Tiberis civitatem supra mare condidit. Vicesimo et quarto anno imperii morbo periit.

Traduzione all'italiano


Dopo fu fatto re Numa Pompilio, il quale non fece nessuna guerra, ma non giovò alla città meno di Romolo. Infatti fondò anche le leggi e i costumi romani, esseendo considerati già ladroni e incivili a causa dell'abitudini ai combattimenti, divise l'anno in dieci mesi, prima confuso senza nessuna divisione e fondò infiniti riti sacri e templi a Roma. Egli morì per una malattia nel 43^ anno di potere. Tullo Ostilio successe a Numa. Costui riprese le guerre e vinse gli Albani, superò i Veienti e i Fidenati con una guerra, ampliò la città, dopo che fu aggiunto il Monte Celio. Dopo aver regnato per 32 anni, colpito da un fulmine bruciò con la sua casa. Dopo Ostilio, Anco Marzio, nipote di Numa da parte della figlia, prese il potere. Lottò contro i Latini, aggiunse il Monte Aventino e il Gianicolo alla città. Fondò una città sopra il mare presso la foce del Tevere. Morì nel 24^anno di potere, per una malattia.

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