Traduzione di Frammento 1 - vv. 32 - 48, Libro 1 di Ennio

Versione originale in latino


Et cita cum tremulis anus attulit artubus lumen.
talia tum memorat lacrimans exterrita somno:
‘Eurydica prognata, pater quam noster amauit,
uires uitaque corpus meum nunc deserit omne.
nam me uisus homo plucher per amoena salicta
et ripas raptare locosque nouos: ita sola
postilla, germana soror, errare uidebar
tardaque uestigare et quaerere to neque posse
corde capessere: semita nulla pedem stabilibat.
exim compellare pater me uoce uidetur
his uerbis: “O gnata, tibi sunt ante gerendae
aerumnae, post ex fluuio fortuna resistet.”
haec effatus pater, germana, repente recessit
nec sese dedit in conspectum corde cupitus,
quamquam multa manus ad caeli caerula templa
tendebam lacrumans et blanda uoce uocabam.
uix aegro cum corde meo me somnus reliquit.

Traduzione all'italiano


E quando la vecchia, affrettandosi, portò con mani tremanti il lume, allora Ilia, atterrita dal sogno, piangendo così raccontò: "O figlia di Euridice amata da nostro padre, ora le forze della vita abbandonano tutto il mio corpo Infatti ho sognato che un uomo di bell'aspetto mi trascinava attraverso ameni saliceti e rive e luoghi a me ignoti; così dopo, sorella mia, mi sembrava di vagare e di mettermi, con lenta andatura, alla ricerca di te, ma non riuscivo ad orientarmi; su qualsiasi sentiero il mio piede vacillava. Poi mi sembrava che nostro padre mi rivolgesse queste parole: "Figlia, dovrai dapprima sopportare molte tribolazioni, poi la buona sorte ti sarà restituita dal fiume". Dette queste parole, sorella, nostro padre improvvisamente scomparve, sebbene io lo desiderassi con tutto il cuore, sebbene tendessi molte volte le mani verso gli spazi azzurri del cielo, piangendo, e teneramente lo chiamassi. Proprio in quel momento il sonno mi lasci con il cuore angosciato.

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