Traduzione di Paragrafo 9 - (sezioni 7 - 9), Libro 3 di Curzio Rufo

Versione originale in latino


[...] Alexander phalangem, qua nihil apud Macedonas validius erat, in fronte constituit. Dextrum cornu Nicanor, Parmenionis filius, tuebatur: huic proximi stabant Coenos et Perdiccas et Meleager et Ptolomaeus et Amyntas, sui quisque agminis duces. In laevo, quod a mare pertinebat, Craterus et Parmenio erant, sed Craterus Parmenioni parere iussus. Equites ab utroque cornu locati: dextrum Macedones Thessalis adiunctis, laevum Peloponnesii tuebantur. Ante hanc aciem posuerat funditorum manum; Thraces quoque et Cretenses ante agmen ibant, et ipsi leviter armati. At his, qui praemissi a Dareo iugum montis insederant, Agrianos opposuit. [...]

Traduzione all'italiano


[...] Alessandro sistemò sul fronte una falange di cui niente c'era di più forte tra i Macedoni. Nicomore, figlio di Parmenione, controllava l'ala destra dell'esercito. A costui stavano vicinissimi Cena, Perdicca e Meleagro, ciascuno comandante della propria schiera. Cratero e Parmenione stavano sull'ala sinistra che dava verso il mare. La cavalleria fu collocata su entrambe le ali: a destra difendevano i Macedoni, con aggiunti i Tessagli, a sinistra i Peloponnesii. (Alessandro) davanti a questa schiere aveva posto un manipolo di frombolieri; anche i Traci e i Cretesi (e proprio quelli armati più leggeri), andavano davanti l'esercito. E a quelli che, mandati avanti da Dario, avevano occupato la cima di un monte, contrappose gli Agrioni. [...]