Traduzione di Paragrafo 11 - Nel campo persiano dopo la sconfitta (sezioni 24 - 27), Libro 3 di Curzio Rufo

Versione originale in latino


[...] Sed omnium oculos animosque in semet converterant captivae mater coniuxque Darei: illa non maiestate solum sed etiam aetate venerabilis, haec formae pulchritudine nec illa quidem sorte corruptae; receperat in sinum filium nondum sextum annum aetatis egressum, in spem tantae fortunae, quantam pater eius paulo ante amiserat, genitum. At in gremio anus aviae iacebant adultae virgines duae non suo tantum, sed etiam illius maerore confectae. Ingens circa eam nobilium feminarum turba constiterat laceratis crinibus abscissaque veste, pristini decoris inmemores, reginas dominasque veris quondam, tunc alienis nominibus, invocantes. Illae suae calamitatis oblitae in utro cornu Dareus stetisset, quae fortuna discriminis fuisset, requirebant: negabant se captas, si viveret rex. Sed illum equos subinde mutantem longius fuga abstulerat.
In acie autem caesa sunt Persarum peditum C milia, decem equitum; at a parte Alexandri ad quattuor et quingenti saucii fuere, ex peditibus XXX omnino et duo desiderati sunt, equitum centum quinquaginta interfecti: tantulo inpendio ingens victoria stetit!

Traduzione all'italiano


[...] Avevano attirato lo sguardo e l’attenzione generale su di loro la madre e la moglie di Dario prigioniere: l’una non solo per la sua regalità, ma anche per l’età, di tutto rispetto; l’altra per le sua bellezza fisica. Aveva accolto nel suo grembo il figlioletto che non aveva compiuto ancora cinque anni, destinato fin dalla nascita a raccogliere tutta quella straordinaria eredità che suo padre aveva da poco perduta. In seno alla vecchia nonna stavano le due figlie (di Dario) fanciulle in età da marito, angosciate non solo dalla loro pena, ma anche da quella che vedevano in lei. Intorno a loro si era fermata una grande quantità di donne di stirpe illustre, che coi capelli strappati e la veste squarciata non ricordavano più la loro antica dignità ed invocavano le donne regali loro sovrane. Quelle, dimenticando la loro condizione sventurata, chiedevano in quale ala dell’esercito fosse rimasto Dario, quale fosse stato l’esito della battaglia. Dicevano che, se il re era in vita, loro non sarebbero state prese prigioniere. Ma intanto quello, cambiando sempre cavallo, si era portato lontano con la fuga.
D'altra parte in campo di battaglia furono uccisi centomila fanti persiani mentre di cavalieri diecimila. Dalla parte di Alessandro invece ci furono cinquecentoquattro feriti, in tutto dei fanti andarono dispersi trentadue ed uccisi centocinquanta cavalieri: così esiguo fu il prezzo che costò una grande vittoria (come quella).