Traduzione di Paragrafo 7 - Marcia di avvicinamento ad Isso (sezioni 1 - 7), Libro 3 di Curzio Rufo

Versione originale in latino


At Dareus nuntio de adversa valitudine eius accepto celeritate, quantam capere tam grave agmen poterat, ad Euphraten contendit inunctoque eo pontibus quinque tamen diebus traiecit exercitum Ciliciam occupare festinans. Iam Alexander viribus corporis receptis ad urbem Solos pervenerat: cuius potitus ducentis talentis multae nomine exactis arci praesidium militum inposuit. Vota deinde pro salute suscepta per ludum atque otium reddens ostendit, quanta fiducia barbaros sperneret: quippe Aesculapio et Minervae ludos celebravit. Spectanti nuntius laetus adfertur Halicarnasso Persass acie a suis esse superatos, Myndios quoque et Caunios et pleraque tractus eius suae facta dicionis. Igitur edito spectaculo ludicro castrisque motis et Pyramo amne ponte iuncto ad urbem Mallum pervenit, inde alteris castris ad oppidum Catabolum. Ibi Parmenio regi occurrit: praemissus erat ad explorandum iter saltus, per quem ad urbem Isson nomine penetrandum erat. Atque ille angustiis eius occupatis et praesidio modico relicto Isson quoque desertam a barbaris ceperat. Inde progressus deturbatis, qui interiora montium obsidebant, praesidiis cuncta firmavit occupatoque itinere, sicut paulo ante dictum est, idem et auctor et nuntius venit. [...]

Traduzione all'italiano


Ma Dario, ricevuta la notizia della cattiva salute di Alessandro, si diresse al fiume Eufrate con la velocità che poteva consentirgli un esercito tanto impacciato, e, collegatolo con dei ponti, fece tuttavia passare l'esercito in cinque giorni, affrettandosi ad occupare la Cilicia. E Alessandro, recuperate ormai le forze del corpo, era giunto alla città di Soli: impossessatosi di questa, dopo aver richiesto duecento talenti di taglio grosso, stabilì un presidio di soldati alla rocca. Quindi, sciolti i voti che aveva fatto per la sua salute, ricambiando(li) con giochi e riposo, dimostrò con quanta fiducia disprezzasse i barbari: poiché celebrò dei giochi in onore di Esculapio e di Minerva. Da Alicarnasso mentre assiste ai giochi gli viene recata la buona notizia che i Persiani sono stati vinti in battaglia dai suoi soldati, che i Mindi e persino i Cauni e la maggior parte del suo paese sono stati posti sotto il suo dominio. Quindi, finito lo spettacolo dei giochi, mosso l'accampamento, e congiunto il fiume Piramo con un ponte, giunse alla città di Mallo, di lì con altre tappe sino alla piazzaforte di Castabalo. Lì Parmenio venne incontro al re: era stato mandato in avanscoperta ad esplorare il percorso del passo attraverso il quale si doveva arrivare alla città di nome Isso. E quello, occupati gli stretti territori di esso e lasciata una modesta difesa, aveva conquistato anche Isso, abbandonata dai barbari. Dopo essere uscito, cacciati i nemici che occupavano l'interno dei monti, fortificò tutti gli accessi e, occupato il percorso, come si è detto poco fa, ritornò allo stesso tempo da autore (dell'impresa) e da messaggero. [...]