Traduzione di Paragrafo 5 - Gli ultimi momenti di Alessandro (sezioni 1 - 7), Libro 10 di Curzio Rufo

Versione originale in latino


Intuentibus lacrimae obortae praebuere speciem iam non regem, sed funus eius visentis exercitus. Maeror tamen circumstantium lectum eminebat; quos ut rex aspexit: "Invenietis", inquit, "cum excessero, dignum talibus viris regem?" Incredibile dictu audituque, in eodem habitu corporis, in quem se composuerat, cum admissurus milites esset, durasse, donec a toto exercitu illud ultimum persalutatus est; dimissoque vulgo, velut omni vitae debito liberatus fatigata membra reiecit. Propiusque adire iussis amicis, - nam et vox deficere iam coeperat, - detractum anulum digito Perdiccae tradidit adiectis mandatis, ut corpus suum ad Hammonem ferri iuberent. Quaerentibusque his cui relinqueret regnum, respondit ei qui esset optimus, ceterum providere iam se ob id certamen magnos funebres ludos parari sibi. Rursus Perdicca interrogante quando caelestes honores haberi sibi vellet, dixit tum velle, cum ipsi felices essent. suprema haec vox fuit regis, et paulo post extinguitur. [...]

Traduzione all'italiano


Le lacrime agli occhi che vennero loro mentre lo guardavano dettero l’impressione di un esercito che guardasse non già il suo re, ma il suo funerale: tuttavia a spiccare maggiormente era il dolore di quelli che stavano intorno al suo letto. Appena il re li ebbe notati, disse: "Una volta che sarò morto, troverete un (altro) sovrano che meriti tali uomini?". È incredibile sia a dirsi che ad udirsi che egli fosse rimasto nella stessa posizione del corpo che aveva assunto quando si accingeva a far entrare da lui i soldati, fino a che tutto l’esercito non gli rese quell’ultimo saluto. Poi, congedati i soldati, come se si fosse liberato da ogni obbligo verso la vita, coricò le sue membra stanche e, dopo aver ordinato agli amici di venirgli più vicino, giacché anche la voce ormai aveva iniziato a mancargli, si tolse l’anello dal dito e lo consegnò a Perdicca aggiungendo l’ordine di far portare il suo corpo al tempio di Giove Ammone. E quando essi chiedevano a chi lasciasse in eredità il regno, rispose (che lo lasciava) a chi fosse il migliore: per il resto (disse) che già prevedeva che per quella gara gli si preparavano grandi giochi funebri. Poiché di nuovo Perdicca voleva sapere da lui quando voleva che gli si attribuissero onori funebri, (rispose che) lo voleva quando loro stessi fossero felici. Queste furono le ultime parole del re e poco dopo morì. [...]

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