Cicerone - Pro Ligario - 22

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Pro Ligario, 22.

Versione originale in latino


Una est profectus cum iis quorum erat una causa; tardius iter fecit; itaque in Africam venit iam occupatam. Hinc in Ligarium crimen oritur uel ira potius. Nam si crimen est voluisse, non minus magnum est vos Africam, arcem omnium provinciarum, natam ad bellum contra hanc urbem gerendum, obtinere voluisse quam aliquem se maluisse. Atque is tamen aliquis Ligarius non fuit; Varus imperium se habere dicebat; fascis certe habebat.

Traduzione all'italiano


Cedette, o meglio, obbedì all'autorità di un personaggio molto importante: partì insieme con quelli che appartenevano al medesimo partito. Compì il viaggio con troppa lentezza; e così arrivò in Africa quand'essa era già occupata . Comincia di qui l'accusa contro Ligario o meglio la rabbia contro di lui. Ché se l'accusa consiste nell'aver voluto; voi, che avete voluto occupare l'Africa, baluardo di tutte le province, nata a far guerra contro questa città, siete colpevoli non meno di quanto lo sia uno che abbia preferito occuparla lui. E, pur tuttavia, quest'uno non fu Ligario: Varo sosteneva che il comando supremo era lui a tenerlo; i fasci li teneva di certo.

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