Cicerone - Pro Ligario - 12

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Pro Ligario, 12.

Versione originale in latino


At istud ne apud eum quidem dictatorem qui omnis quos oderat morte multabat, quisquam egit isto modo. Ipse iubebat occidi; nullo postulante, praemiis invitabat; quae tamen crudelitas ab hoc eodem aliquot annis post, quem tu nunc crudelem esse vis, vindicata est. "Ego vero istud non postulo" inquies. Ita mehercule existimo, Tubero. Novi enim te, novi patrem, novi domum nomenque vestrum; studia generis ac familiae vestrae virtutis, humanitatis, doctrinae, plurimarum artium atque optimarum nota mihi sunt.

Traduzione all'italiano


Ma questo non l'ha fatto nessuno in questo modo, neppure sotto quel dittatore che puniva con la morte quanti odiava. Era egli stesso a mandare a morte senza che alcuno glielo richiedesse, incoraggiava con premi; ma questa crudeltà ebbe alcuni anni dopo il suo vendicatore in quello stesso, che tu ora vorresti fosse crudele. "Ma io non chiedo questo" obietterai. Così penso anch'io, per Ercole, o Tuberone. Conosco te, conosco tuo padre, conosco la vostra casa e la vostra casata; m'è noto l'amore della vostra stirpe e della vostra famiglia per la virtù, la gentilezza, la cultura, moltissime arti ed stupende.

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