Cicerone - Pro Ligario - 1

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Pro Ligario, 1.

Versione originale in latino


Novum crimen, C. Caesar, et ante hanc diem non auditum propinquus meus ad te Q. Tubero detulit, Q. Ligarium in Africa fuisse, idque C. Pansa, praestanti vir ingenio, fretus fortasse familiaritate ea quae est ei tecum, ausus est confiteri. Itaque quo me vertam necio. Paratus enim veneram, cum tu id neque per te scires neque audire aliunde potuisses, ut ignoratione tua ad hominis miseri salutem abuterer. Sed quoniam diligentia inimici inuestigatum est quod latebat, confitendum est, opinor, praesertim cum meus necessarius Pansa fecerit ut id integrum iam non esset, omissaque controversia omnis oratio ad misericordiam tuam conferenda est, qua plurimi sunt conservati, cum a te non liberationem culpae sed errati veniam impetravissent.

Traduzione all'italiano


Certo è una novità mai udita prima d'oggi, o Gaio Cesare, la denunzia che il mio parente Quinto Tuberone ha sporto dinanzi a te. Quinto Ligario è stato in Africa; e Gaio Pansa, che è tutt'altro che uno sciocco, fidando forse nell'amicizia da cui si sente legato a te, non ha esitato a riconoscere che questo è vero. Sicché io non so dove rivolgermi. Pensando che tu non fossi a diretta conoscenza di questo fatto e non avessi potuto apprenderlo da altri, ero venuto qui pronto ad approfittare della tua ignoranza per salvare un disgraziato. Ma poiché, per lo zelo del mio avversario, si è fatta luce su quanto era nascosto, penso proprio di dover riconoscere anch'io, tanto più che l'ha fatto il mio intimo amico Pansa, che la questione è ormai pregiudicata per me, e che, senza muovere contestazioni, ogni mia parola dev'essere rivolta ad ottenere la tua misericordia, da cui moltissimi sono stati salvati, avendo ottenuto non l’assoluzione dalla colpa, ma il perdono del loro fallo.

Trova ripetizioni online e lezioni private