Cicerone - Pro Deiotaro - 6

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Pro Deiotaro, 6.

Versione originale in latino


Hanc enim, C. Caesar, causam si in foro dicerem eodem audiente et disceptante te, quantam mihi alacritatem populi Romani concursus adferret! Quis enim civis ei regi non faveret, cuius omnem aetatem in populi Romani bellis consumptam esse meminisset? Spectarem curiam, intuerer forum, caelum denique testarer ipsum. Sic, cum et deorum immortalium et populi Romani et senatus beneficia in regem Deiotarum recordarer, nullo modo mihi deesse posset oratio.

Traduzione all'italiano


Se infatti questa causa, C. Cesare, la difendessi nel foro, anche se fossi sempre tu ad ascoltare e giudicare, quale grande ardore mi deriverebbe dall'accorrere del popolo di Roma! Quale cittadino infatti non mostrerebbe favore per quel re e non ricorderebbe che ha trascorso tutta la sua vita combattendo a fianco del popolo di Roma? Avrei davanti a me la curia, guarderei nel foro e infine invocherei il cielo stesso: così, ricordandomi dei benefici degli dei immortali, del popolo di Roma e del senato nei confronti del re Deiotaro, in nessun modo mancherebbe forza alla mia orazione.

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