Cicerone - Pro Deiotaro - 38

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Pro Deiotaro, 38.

Versione originale in latino


Haec ille reputans et dies noctisque cogitans non modo tibi non suscenset—esset enim non solum ingratus, sed etiam amens,—verum omnem tranquillitatem et quietem senectutis acceptam refert clementiae tuae. Quo quidem animo cum antea fuit, tum non dubito quin tuis litteris, quarum exemplum legi, quas ad eum Tarracone huic Blesamio dedisti, se magis etiam erexerit ab omnique sollicitudine abstraxerit; iubes enim eum bene sperare et bono esse animo, quod scio te non frustra scribere solere. Memini enim isdem fere verbis ad me te scribere meque tuis litteris bene sperare non frustra esse iussum.

Traduzione all'italiano


Considerando attentamente questi principi e riflettendo giorno e notte, egli non soltanto non nutre risentimento verso di te - in questo caso sarebbe un ingrato e, ancor più, un pazzo -, ma anche attribuisce alla tua clemenza la serenità interiore e la quiete che ha avuto in vecchiaia. Nutrendo dunque questi sentimenti in precedenza, non dubito che si sia sentito ancor più sollevato e libero da ogni preoccupazione grazie alla tua lettera che a Tarragona hai consegnato al qui presente Blesamio per lui e che ho letto in copia: lo esorti a sperare in bene e a stare di buon animo, e io so che di solito non lo scrivi invano. Ricordo infatti che mi hai scritto quasi nei medesimi termini e che con la tua lettera mi avevi esortato non invano a sperare in bene.

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