Cicerone - Pro Deiotaro - 32

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Pro Deiotaro, 32.

Versione originale in latino


At semel iste est corruptus a vobis. Nonne, cum esset productus et cum tecum fuisset, refugit ad legatos? Nonne ad hunc Cn. Domitium venit? Nonne audiente hoc Servio Sulpicio, clarissimo viro, qui tum casu apud Domitium cenabat, et hoc Tito Torquato, optimo adulescente, se a te corruptum, tuis promissis in fraudem impulsum esse confessus est? Quae est ista tam impotens, tam crudelis, tam immoderata inhumanitas? Idcirco in hanc urbem venisti, ut huius urbis iura et exempla corrumperes domestica que immanitate nostrae civitatis humanitatem inquinares?

Traduzione all'italiano


Si dirà che costui è stato corrotto da voi una sola volta: dopo esser stato accompagnato qui e dopo esser restato con te, non è forse tornato dai legati? non è andato forse da Cn. Domizio, qui presente? i qui presenti Ser. Sulpicio, personalità ben nota, che per caso era ospite a cena da Domizio, e T. Torquato, giovane stimato, non l'hanno forse sentito ammettere di esser stato corrotto da te e di esser stato spinto a testimoniare il falso dalle tue promesse? Che razza di bestialità è questa, tanto sfrenata, tanto crudele, tanto smisurata? Per questo sei venuto in questa città, per corrompere le leggi e i modelli di vita di questa città e per contaminare la civiltà di noi che l'abitiamo con la barbarie della tua patria?

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