Cicerone - Pro Deiotaro - 12

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Pro Deiotaro, 12.

Versione originale in latino


Ignosce, ignosce, Caesar, si eius viri auctoritati rex Deiotarus cessit, quem nos omnes secuti sumus; ad quem cum di atque homines omnia ornamenta congessissent, tum tu ipse plurima et maxima. Neque enim, si tuae res gestae ceterorum laudibus obscuritatem attulerunt, idcirco Cn. Pompeii memoriam amisimus. Quantum nomen illius fuerit, quantae opes, quanta in omni genere bellorum gloria, quanti honores populi Romani, quanti senatus, quanti tui, quis ignorat? Tanto ille superiores vicerat gloria, quanto tu omnibus praestitisti; itaque Cn. Pompeii bella, victorias, triumphos, consulatus admirantes numerabamus: tuos enumerare non possumus.

Traduzione all'italiano


Perdona il re Deiotaro, Cesare, perdonalo se ha ceduto di fronte all'autorevolezza di quell'uomo che tutti noi abbiamo seguito: su di lui gli dei e gli uomini hanno riversato ogni onore, ma anche tu stesso gliene hai concesso innumerevoli e grandissimi. Infatti, se è vero che le tue imprese hanno oscurato la gloria degli altri, non per questo ci siamo dimenticati di Cn. Pompeo. Chi ignora quanto fu grande il suo nome, quanto grande la sua potenza, quanto grande la sua gloria in ogni genere di guerra, quanto grandi gli onori attribuitigli dal popolo di Roma, dal senato, da te? Il Egli aveva superato in gloria chi era venuto prima di lui come tu hai primeggiato su tutti: per questo elencavamo ammirati le guerre, le vittorie, i trionfi, i consolati di Cn. Pompeo, ma non possiamo calcolare i tuoi.

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