Cicerone - Pro Caelio - 77

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Pro Caelio, 77.

Versione originale in latino


Quare, si cui nimium effervisse videtur huius vel in suscipiendis vel in gerendis inimicitiis vis, ferocitas, pertinacia, si quem etiam minimorum horum aliquid offendit, si purpurae genus, si amicorum catervae, si splendor, si nitor, iam ista deferverint, iam aetas omnia, iam usus, iam dies mitigarit. Conservate igitur rei publicae, iudices, civem bonarum artium, bonarum partium, bonorum virorum. Promitto hoc vobis et rei publicae spondeo, si modo nos ipsi rei publicae satis fecimus, numquam hunc a nostris rationibus seiunctum fore. Quod cum fretus nostra familiaritate promitto, tum quod durissimis se ipse legibus iam obligavit.

Traduzione all'italiano


Ond'è, che se a taluno sembri essere stata troppo ribollente la vivacità, l'accanimento, l'ostinatezza di Celio nell'attirarsi ostilità e nell'affrontarle, se a qualcuno sia spiaciuto anche il più tenue di codesti eccessi - la porpora che orlava la sua toga, la folla degli amici, la splendidezza e l'eleganza del vestire -; tutto ciò sarà tra poco sbollito, tutto ciò l'età, le occupazioni, il tempo avranno in breve placato. Conservate dunque alla patria, o giudici, un cittadino amante della cultura, devoto al partito dell'ordine e agli uomini migliori. Questo io prometto a voi, di questo io mi faccio garante verso lo Stato (se mai l'opera mia fu ad esso gradita), che questo giovane non tralignerà mai dalle nostre direttive: e lo prometto, confidando nella nostra familiarità e nell'essersi egli già sottomesso alle più severe norme di vita.

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