Cicerone - Pro Caelio - 70

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Pro Caelio, 70.

Versione originale in latino


Dicta est a me causa, iudices, et perorata. Iam intellegitis, quantum iudicium sustineatis, quanta res sit commissa vobis. De vi quaeritis. Quae lex ad imperium, ad maiestatem, ad statum patriae, ad salutem omnium pertinet, quam legem Q. Catulus armata dissensione civium rei publicae paene extremis temporibus tulit, quaeque lex sedata illa flamma consulatus mei fumantes reliquias coniurationis exstinxit, hac nunc lege Caeli adulescentia non ad rei publicae poenas, sed ad mulieris libidines et delicias deposcitur?

Traduzione all'italiano


Ormai, o giudici, la causa è stata da me trattata e discussa. Voi ben misurate tutta la responsabilità che incombe su di voi, tutta l'importanza del compito che vi è commesso. Voi dovete giudicare di un'accusa di violenza. La legge relativa tocca l'autorità, la maestà, la saldezza della patria, la salute pubblica: ed è questa legge, che Quinto Catulo diede in mezzo ai conflitti armati dei cittadini, ad una repubblica stremata, e che, sedato l'incendio ch'era divampato durante il mio consolato, valse a spegnerne le fumanti reliquie; è questa legge, che si vorrebbe da voi applicata in odio alla giovinezza di Celio, non per pagare alla repubblica una pena dovuta, ma per soddisfare il capriccio di una svergognata femmina.

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