Cicerone - Pro Caelio - 69

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Pro Caelio, 69

Versione originale in latino


Hic etiam miramur, si illam commenticiam pyxidem obscenissima sit fabula consecuta? Nihil est, quod in eius modi mulierem non cadere videatur. Audita et percelebrata sermonibus res est. Percipitis animis, iudices, iam dudum, quid velim vel potius quid nolim dicere. Quod etiamsi est factum, certe a Caelio non est factum (quid enim attinebat?); est enim ab aliquo adulescente fortasse non tam insulso quam non verecundo. Sin autem est fictum, non illud quidem modestum, sed tamen est non infacetum mendacium; quod profecto numquam hominum sermo atque opinio comprobasset, nisi omnia, quae cum turpitudine aliqua dicerentur, in istam quadrare apte viderentur.

Traduzione all'italiano


Anche di questo vorremo meravigliarci, che quel fantastico vaso del veleno abbia dato origine a quella famosa oscenissima storiella ... ? Per una tale donna, non c'è turpitudine che non le stia a viso. La storia è stata sulle labbra e nelle orecchie di tutti. Voi capite perfettamente, o giudici, quello che io intendo .... o meglio non intendo dire. Che se c'è in essa del vero, quel che è certo è che Celio non c'entra affatto (e a che scopo ci sarebbe entrato?); e potrebbe essere opera di qualche giovanotto più spiritoso che verecondo. Se poi è inventata, la menzogna passa la misura, ma non è priva di arguzia. Del resto i discorsi e i giudizi della gente non l'avrebbero mai accreditata, se tutto quanto di ignominioso si dica contro quella donna non la inquadrasse a meraviglia.

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