Cicerone - Pro Caelio - 68

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Pro Caelio, 68.

Versione originale in latino


At sunt servi illi de cognatorum sententia, nobilissimorum et clarissimorum hominum, manu missi. Tandem aliquid invenimus, quod ista mulier de suorum propinquorum fortissimorum virorum sententia atque auctoritate fecisse dicatur. Sed scire cupio, quid habeat argumenti ista manumissio; in qua aut crimen est Caelio quaesitum aut quaestio sublata aut multarum rerum consciis servis cum causa praemium persolutum. "At propinquis" inquit "placuit." Cur non placeret, cum rem tute ad eos non ab aliis tibi adlatam, sed a te ipsa compertam deferre diceres?

Traduzione all'italiano


Ma - fu obbiettato - quegli schiavi furono liberi su parere favorevole del consiglio di famiglia di Clodia, composto di uomini degnissimi e preclari. Finalmente troviamo qualcosa che si afferma compiuto da questa donna per consiglio e con l'autorità di quegli uomini, degnissimi e preclari, che sono i suoi congiunti. Ma bramerai conoscere che cosa provi codesta messa in libertà: con la quale, o si volle creare un argomento all'accusa contro Celio, o si vollero sottrarre questi schiavi all'interrogatorio sotto tortura, o infine si cercò un pretesto che giustificasse il premio concesso a servi che troppe cose sapevano. Ma, si insiste, la cosa fu approvata dai familiari. E perché, dico io, non avrebbe dovuto essere approvata, quando tu avessi tranquillamente raccontato loro che l'insidia non da altri ti era stata riferita, ma scoperta da te stessa?

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