Cicerone - Pro Caelio - 65

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Pro Caelio, 65.

Versione originale in latino


Potueruntne magis tempore prosilire, quam cum Licinius venisset, cum in manu teneret veneni pyxidem? Quae cum iam erat tradita servis, si evasissent subito ex balneis mulieris amici Liciniumque comprehendissent, imploraret hominum fidem atque a se illam pyxidem traditam pernegaret. Quem quo modo illi reprehenderent? vidisse se dicerent? Primum ad se revocarent maximi facinoris crimen; deinde id se vidisse dicerent, quod, quo loco collocati fuerant, non potuissent videre. Tempore igitur ipso se ostenderunt, cum Licinius venisset, pyxidem expediret, manum porrigeret, venenum traderet. Mimi ergo est iam exitus, non fabulae; in quo cum clausula non invenitur, fugit aliquis e manibus, deinde scabilla concrepant, aulaeum tollitur.

Traduzione all'italiano


E avrebbero potuto intervenire in un momento migliore di quello in cui arrivava Licinio, tenendo in mano il vaso del veleno? Se questo fosse già stato rimesso agli schiavi, e solo allora gli amici di lei fossero sbucati fuori e avessero preso Licinio, questi avrebbe avuto modo di negare, invocando delle testimonianze, d'essere stato lui a consegnarlo. Come smentirlo? Dicendo di averlo visto? Ma intanto il primo sospetto sarebbe caduto su di loro; e poi avrebbero detto di aver veduto ciò che dal posto dov'erano appiattati, vedere non potevano. Essi dunque apparvero nel momento stesso in cui Licinio giungeva, traeva fuori il vaso, stendeva la mano, porgeva il veleno... Ma questo è il finale di una farsa, non di una commedia: quando, non trovandosi uno scioglimento, il personaggio si squaglia, gli strumenti" suonano la fine, e il velario si chiude!

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