Cicerone - Pro Caelio - 62

Versione originale in latino


"Immo," inquit, "cum servi ad dominam rem totam et maleficium Caeli detulissent, mulier ingeniosa praecepit his ut omnia Caelio pollicerentur; sed ut venenum, cum a Licinio traderetur, manifesto comprehendi posset, constitui locum iussit balneas Senias, ut eo mitteret amicos, qui delitiscerent, deinde repente, cum venisset Licinius venenumque traderet, prosilirent hominemque comprenderent." Quae quidem omnia, iudices, perfacilem rationem habent reprehendendi. Cur enim potissimum balneas publicas constituerat? in quibus non invenio quae latebra togatis hominibus esse posset. Nam si essent in vestibulo balnearum, non laterent; sin se in intimum conicere vellent, nec satis commode calceati et vestiti id facere possent et fortasse non reciperentur, nisi forte mulier potens quadrantaria illa permutatione familiaris facta erat balneatori.

Traduzione all'italiano


Disse: “Per di più (avv.), quando i servi avevano riferito alla padrona l’intera situazione malefica di Celio, la donna furba ordinò loro di promettere a Celio ogni cosa; ma per poter scoprire il veleno, quando veniva consegnato da Licinio, ordinò che fosse scelto come luogo i bagni di Senia, per mandarvi gli amici, che vi si nascondessero, infine all’improvviso quando Licinio era giunto e consegnava il veleno, saltassero fuori e prendessero l’uomo”.
Certamente tutte le cose, o giudici, hanno un modo facile di essere confutati. Infatti, innanzitutto perché avrebbe scelto i bagni pubblici? Nei quali non vedo quale nascondiglio vi possa essere per uomini togati. Infatti se fossero nel vestibolo dei bagni, non si celerebbero ; Se invece si volessero riunire all’interno, non potrebbero farlo abbastanza comodamente calzati e vestiti e se per caso non li facessero entrare, a meno che la donna potente non fosse diventata amica del padrone dei bagni con quella consueta tariffa di un quadrante.

Trova ripetizioni online e lezioni private