Cicerone - Pro Caelio - 10

Versione originale in latino


[10] Nam quod Catilinae familiaritas obiecta Caelio est, longe ab ista suspicione abhorrere debet. Hoc enim adulescente scitis consulatum mecum petisse Catilinam. Ad quem si accessit aut si a me discessit umquam (quamquam multi boni adulescentes illi homini nequam atque improbo studuerunt), tum existimetur Caelius Catilinae nimium familiaris fuisse. At enim postea scimus et vidimus esse hunc in illius amicis. Quis negat? Sed ego illud tempus aetatis, quod ipsum sua sponte infirmum aliorum libidine infestum est, id hoc loco defendo. Fuit adsiduus mecum praetore me; non noverat Catilinam; Africam tum praetor ille obtinebat. Secutus est tum annus, causam de pecuniis repetundis Catilina dixit. Mecum erat hic; illi ne advocatus quidem venit umquam. Deinceps fuit annus, quo ego consulatum petivi; petebat Catilina mecum. Numquam ad illum accessit, a me numquam recessit.

Traduzione all'italiano


[10] Infatti, poichè è stata rinfacciata a Caelio la familiarità con Catilina, di gran lunga si deve rifuggire da questa congettura. Infatti voi sapete che Catilina ha aspirato con me al consolato, quando costui era un adolescente. e se mai egli gli si fosse allora talvolta avvicinato allontanandosi da me, lo si giudichi pure (sebbene molti giovani di buona famiglia si siano esaltati per quel folle delinquente) per questo solo troppo amico di Catilina. Ma più tardi (si ribatte) lo sapemmo e lo vedemmo addirittura fra i suoi amici. E chi lo nega? Quel che io nego è che lo fosse in quella età che, debole per sé, è più facile preda alle seduzioni altrui. Quand'io fui pretore, egli fu costantemente con me; né conosceva Catilina, allora pretore in Africa. Seguì un anno e Catilina ebbe a subire il processo per concussione. Celio era con me: ma non intervenne mai a sostenere l'accusato. Infine venne l'anno in cui io chiesi il consolato: Catilina lo chiedeva con me; e neppure allora Celio si avvicinò mai a lui, mai si staccò da me.

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