Cicerone - Post reditum in senatu - 4

traduzione versione latino da Cicerone, Post reditum in senatu, 4

Versione originale in latino


itaque vestro studio atque auctoritate perfectum est ut ipse ille annus, quem ego mihi quam patriae malueram esse fatalem, octo tribunos haberet qui et promulgarent de salute mea et ad vos saepe numero referrent. nam consules modesti legumque metuentes impediebantur lege, non ea quae de me, sed ea quae de ipsis lata erat, quam meus inimicus promulgavit ut, si revixissent ii qui haec paene delerunt, tum ego redirem; quo facto utrumque confessus est, et se illorum vitam desiderare, et magno in periculo rem publicam futuram si, cum hostes atque interfectores rei publicae revixissent, ego non revertissem. idemque illo ipso tamen anno, cum ego cessissem, princeps autem civitatis non legum praesidio sed parietum vitam suam tueretur, res publica sine consulibus esset, neque solum parentibus perpetuis verum etiam tutoribus annuis esset orbata, sententias dicere prohiberemini, caput meae proscriptionis recitaretur, numquam dubitastis meam salutem cum communi salute coniungere.

Traduzione all'italiano


Perciò fu grazie al vostro impegno e al vostro autorevole prestigio che, proprio quell'anno che io avrei preferito fatale a me piuttosto che alla mia patria, annoverasse otto tribuni, essi, da una parte promulgassero una legge per il mio ritorno dall'esilio, e dall'altra costantemente la proponessero a voi. Infatti i consoli scrupolosi e rispettosi delle leggi, erano ostacolati da una legge, non quella che era stata presentata sul mio conto, bensì da quella che riguardava loro stessi, quando il mio nemico Clodio fece emanare un decreto, in base al quale sarei tornato in patria solo qualora fossero tornati in vita i responsabili della rovina, per poco sventata, di Roma. Con questo provvedimento fece trasparire entrambe le cose: sia che sentiva la loro mancanza sia che lo stato sarebbe stato in grave pericolo, se, dopo che i nemici e gli assassini dello Stato fossero tornati in vita, io fossi tornato. Perciò proprio in quell'anno, dopo che me n'ero andato, quando il primo cittadino difendeva la propria vita non con la protezione delle leggi, ma con quella delle proprie pareti domestiche, quando lo stato era senza consoli e non solo era stato privato degli eterni genitori(= le leggi), ma persino dei custodi annuali (= i consoli), quando vi era impedito di esprimere le vostre opinioni, quando fu letta l'origine della mia proscrizione, mai avete dubitato che il mio ritorno coincidesse, a conti fatti, con la salvezza di tutti.