Cicerone - Post reditum in senatu - 31

traduzione versione latino da Cicerone, Post reditum in senatu, 31

Versione originale in latino


hodierno autem die nominatim a me magistratibus statui gratias esse agendas, et de privatis uni, qui pro salute mea municipia coloniasque adisset, populum Romanum supplex obsecrasset, sententiam dixisset eam quam vos secuti mihi dignitatem meam reddidistis. vos me florentem semper ornastis, laborantem mutatione vestis et prope luctu vestro, quoad licuit, defendistis. nostra memoria senatores ne in suis quidem periculis mutare vestem solebant: in meo periculo senatus veste mutata fuit, quoad licuit per eorum edicta qui mea pericula non modo suo praesidio sed etiam vestra deprecatione nudarunt.

Traduzione all'italiano


Ma in questo giorno ho deciso che devo ringraziare i magistrati singolarmente e in particolare una persona, che per il mio ritorno si era recato nei municipi e nelle colonie, aveva pregato supplice il popolo Romano e aveva esposto quel mio parere che voi seguiste, restituendomi la dignità. Voi mi avete onorato quando ero nel pieno dei miei poteri, mi avete difeso, finchè vi è stato possibile, quando ero in difficoltà con il mutamento della veste e quasi come una vostra disgrazia. A quanto riesco a ricordare i senatori neanche in caso di propria disgrazia solevano mutare d'abito; nei confronti della mia disgrazia invece il Senato mutò la veste finchè lo consentirono gli editti di coloro che privarono la mia situazione di disgrazia non solo della loro difesa, ma perfino delle vostre preghiere per il mio ritorno.