Cicerone - Post reditum in senatu - 23

traduzione versione latino da Cicerone, Post reditum in senatu, 23

Versione originale in latino


omnia officia C. Septimi, Q. Valeri, P. Crassi, Sex. Quinctili, C. Cornuti summa et in me et in rem publicam constiterunt. quae cum libenter commemoro, tum non invitus non nullorum in me nefarie commissa praetereo. non est mei temporis iniurias meminisse, quas ego etiam si ulcisci possem, tamen oblivisci mallem: alio transferenda mea tota vita est, ut bene de me meritis referam gratiam, amicitias igni perspectas tuear, cum apertis hostibus bellum geram, timidis amicis ignoscam, proditores indicem, dolorem profectionis meae reditus dignitate consoler.

Traduzione all'italiano


Tutte le massime attenzioni di Gaio Settimio, Quinto Valerio, Publio Crasso, Sesto Quintilio e di Gaio Cornuto furono rivolte sia nei miei confronti che in quelli dello Stato. Pur ricordando questi episodi con piacere, tuttavia, anche se a malincuore, non tralascio le azioni di nessuno commesse in modo scellerato contro di me. Non è il momento però di ricordare gli oltraggi, che, nonostante io sia in grado di vendicare, tuttavia preferirei dimenticare. Ad un altro obiettivo deve mirare la mia intera esistenza: contraccambiare il favore a coloro che si sono comportati bene nei miei confronti, proteggere le amicizie provate col fuoco, muovere guerra ai miei nemici più evidenti, perdonare gli amici pusillanimi, punire i traditori, alleviare il dolore del mio allontanamento con la dignità del mio rimpatrio.