Cicerone - Post reditum in senatu - 22

traduzione versione latino da Cicerone, Post reditum in senatu, 22

Versione originale in latino


Q. Fabricius si, quae de me agere conatus est, ea contra vim et ferrum perficere potuisset, mense Ianuario nostrum statum reciperassemus; quem ad salutem meam voluntas impulit, vis retardavit, auctoritas vestra revocavit. iam vero praetores quo animo in me fuerint vos existimare potuistis, cum L. Caecilius privatim me suis omnibus copiis studuerit sustentare, publice promulgarit de mea salute cum conlegis paene omnibus, direptoribus autem bonorum meorum in ius adeundi potestatem non fecerit. M. autem Calidius statim designatus sententia sua quam esset cara sibi mea salus declaravit.

Traduzione all'italiano


Se Quinto Fabrizio fosse riuscito a portare a termine - nonostante la violenza delle armi - i suoi tentativi di risolvere la mia situazione di agire a mio favore, io sarei stato reintegrato nella mia condizione civile e giuridica già nel mese di gennaio. Tuttavia, mentre la sua inclinazione lo spingeva a venirmi in aiuto, da una parte la violenza degli avversari politici lo ostacolava, dall'altra, il rispetto per la vostra autorevolezza lo dissuadeva. Inoltre, quale sia stata la disposizione d'animo dei pretori nei miei confronti, l'avete potuto ben appurare, allorquando Lucio Cecilio, sul versante privato, molto s'adoperò per offrirmi aiuto con tutti i mezzi che aveva a disposizione, mentre sul versante politico, avanzò una proposta di legge inerente al mio ritorno, in accordo con la quasi unanimità dei suoi colleghi di parte, impedendo, inoltre, ai saccheggiatori delle mie proprietà di procedere per vie legali. Infine, Marco Calidio - non appena eletto - mostrò chiaramente, con la sua dichiarazione di voto, quanto gli stesse a cuore la mia salvezza.