Cicerone - Post reditum in senatu - 21

traduzione versione latino da Cicerone, Post reditum in senatu, 21

Versione originale in latino


iam ceterorum officia studia vidistis, quam cupidus mei C. Cestilius, quam studiosus vestri, quam non varius fuerit in causa. quid M. Cispius? cui ego ipsi parenti fratrique eius sentio quantum debeam; qui, cum a me voluntas eorum in privato iudicio esset offensa, publici mei benefici memoria privatam offensionem oblitteraverunt. iam T. Fadius, qui mihi quaestor fuit, M. Curtius, cuius ego patri quaestor fui, studio amore animo huic necessitudini non defuerunt. multa de me C. Messius et amicitiae et rei publicae causa dixit: legem separatim initio de salute mea promulgavit.

Traduzione all'italiano


Avete già constatato le amorevoli attenzioni degli altri nei miei confronti: quanto Gaio Cestilio m'abbia avuto a cuore, quanta devozione abbia mostrato nei vostri confronti, quanta fermezza abbia evidenziato nel sostenere la mia causa. Passando a Marco Cispio: che cosa non ha fatto per me! Mi rendo ben conto di quanto io sia debitore a lui, a suo padre e a suo fratello; nonostante io avessi fatto loro un torto in una questione privata, costoro hanno messo da parte il risentimento personale, rispettando il ricordo del mio buon operato politico. Inoltre, Tito Fadio, ch'è stato il mio questore e Marco Curzio, del cui padre io sono stato questore, non mi sono venuti meno in questa mia disgrazia, mostrando attaccamento e affetto nei miei riguardi, nonché coraggio. Gaio Messio infine ha speso molte parole in mia difesa, sia in nome dell'amicizia che ci legava, che in nome della salvezza dello Stato; e, a prescindere da ciò, sin da principio pubblicò una proposta di legge concernente la mia salvezza.