Cicerone - Post reditum in senatu - 20

traduzione versione latino da Cicerone, Post reditum in senatu, 20

Versione originale in latino


quam rationem pari virtute animo fide P. Sestius secutus pro mea salute, pro vestra auctoritate, pro statu civitatis nullas sibi inimicitias, nullam vim, nullos impetus, nullum vitae discrimen vitandum umquam putavit; qui causam senatus, exagitatam contionibus improborum, sic sua diligentia multitudini commendavit ut nihil tam populare quam vestrum nomen, nihil tam omnibus carum aliquando quam vestra auctoritas videretur; qui me cum omnibus rebus quibus tribunus plebis potuit defendit, tum reliquis officiis, iuxta ac si meus frater esset, sustentavit; cuius ego clientibus, libertis, familia, copiis, litteris ita sum sustentatus ut meae calamitatis non adiutor solum, verum etiam socius videretur.

Traduzione all'italiano


Publio Sestio, seguendo anch'egli tale condotta con pari valore, coraggio e lealtà, considerò di non dover mai sottrarsi ad alcun attacco ostile, ad alcuna prepotenza, ad alcuno scontro - anche a costo della vita - pur di difendere la mia causa, la vostra autorità, l'assetto statale. Costui, secondo il senso di responsabilità a lui tipico, rimise la causa del senato - attaccata dai discorsi infuocati di uomini malvagi e senza scrupoli - nelle mani del popolo, di modo che nulla apparisse godere del favore popolare tanto quanto il vostro nome, e nulla, alfine, divenisse caro all'intera comunità tanto quanto l'autorità del vostro ordine. Costui inoltre, da una parte ha preso le mie difese con tutti i mezzi a lui possibili in quanto tribuno della plebe; dall'altra mi ha appoggiato con ogni altra sorta di favori, alla stregua di un fratello. Io infatti ho ricevuto conforto e sostegno dai suoi clienti, dai suoi liberti, dalla sua servitù, dalle sue risorse e dalle sue lettere, al punto che costui appariva essere non solo il mio punto d'appoggio nella sventura, ma addirittura egli stesso "compagno di sventura".