Cicerone - Post reditum in senatu - 18

traduzione versione latino da Cicerone, Post reditum in senatu, 18

Versione originale in latino


nondum palam factum erat occidisse rem publicam, cum tibi arbitria funeris solvebantur: uno eodemque tempore domus mea diripiebatur, ardebat, bona ad vicinum consulem de Palatio, de Tusculano ad item vicinum alterum consulem deferebantur cum, isdem operis suffragium ferentibus, eodem gladiatore latore, vacuo non modo a bonis sed etiam a liberis atque inani foro, ignaro populo Romano quid ageretur, senatu vero oppresso et adflicto, duobus impiis nefariisque consulibus aerarium provinciae legiones imperia donabantur. Horum consulum ruinas vos consules vestra virtute fulsistis, summa tribunorum plebis praetorumque fide et diligentia sublevati.

Traduzione all'italiano


Non era ancora nota la fine della repubblica quando ti si pagava il prezzo dei funerali; esattamente nello stesso istante la mia casa veniva saccheggiata e data alle fiamme, e i miei beni trafugati dalla mia casa sul Palatino portati a quella del console lì vicino, e dalla mia villa di Tuscolo a quella dell'altro console, altrettanto prospiciente alla mia; mentre - in un Foro sgombro non solo di cittadini dabbene, ma anche liberi, e dunque praticamente delegittimato - i mercenari che noi tutti conosciamo appoggiavano col loro voto la proposta di quel furfante ben noto, mentre il popolo di Roma era completamente all'oscuro di cosa stesse accadendo, mentre il Senato era completamente esautorato l'erario, le province, le legioni, insomma tutte le leve del potere imperiale venivano in pratica date in omaggio a due consoli della peggior feccia. Ma voi, o consoli, avete rimediato, con la vostra virtù, alle rovine perpetrate da tali consoli, contando sulla grande lealtà e senso di responsabilità propri dei tribuni della plebe e dei pretori.