Cicerone - Post reditum in senatu - 15

traduzione versione latino da Cicerone, Post reditum in senatu, 15

Versione originale in latino


his utitur quasi praefectis libidinum suarum, hi voluptates omnis vestigant atque odorantur, hi sunt conditores instructoresque convivi, idem expendunt atque aestimant voluptates sententiamque dicunt et iudicant quantum cuique libidini tribuendum esse videatur. Horum ille artibus eruditus ita contempsit hanc prudentissimam civitatem ut omnis suas libidines, omnia flagitia latere posse arbitraretur, si modo vultum importunum in forum detulisset. VII. is nequaquam me quidem--cognoram enim propter Pisonum adfinitatem quam longe hunc ab hoc genere cognatio materna Transalpini sanguinis abstulisset-- sed vos populumque Romanum non consilio neque eloquentia, quod in multis saepe accidit, sed rugis supercilioque decepit.

Traduzione all'italiano


Egli usa costoro come sovrintendenti delle proprie dissolutezze. Questi infatti ricercano e fiutano ogni voluttà; essi sono i preparatori e gli allestitori del banchetto e loro stessi valutano e stimano i piaceri ed espongono il proprio parere e il proprio giudizio su quanto sembri opportuno concedere a ciascun desiderio. Costui, divenuto abile nelle loro arti, disprezzò a tal punto questa città così saggia, da ritenere che tutte le sue dissolutezze e le sue atrocità potessero rimanere nascoste, purché avesse mostrato il suo volto importuno nel foro. Costui non mi ingannò in nessun modo, infatti ero venuto a conoscenza, per la parentela coi Pisoni, quanto lontano la parentela materna di sangue Transalpino lo avesse portato; piuttosto ingannò voi e il popolo romano, non con la sua saggezza nè con la sua eloquenza, sebbene spesso accada ciò in molti casi, ma con il suo viso rugoso e con l'aggrottar delle sopracciglia.